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Che c’è di male nella pornografia? - Parte 1

Il problema dell’utilizzo della pornografia è che evira gli uomini, degrada le donne, distrugge i matrimoni e offende il Signore. Forse starai pensando: “Non stai un po’ esagerando? Insomma, che c’è di male nel guardare qualche sito?”. Dai un’occhiata agli effetti della pornografia e capirai perché i veri uomini non la guardano.

Che conseguenze ha la pornografia sugli uomini?

Per cominciare, dato che paralizza la sua capacità di amare, lo priva della sua capacità di essere un uomo. L’essenza della virilità consiste nella prontezza a negare se stessi per il bene dell’amata. È per questo che San Paolo ricorda ai mariti nella sua Lettera agli Efesini che il loro amore deve essere come quello di Cristo, che ha accettato di essere crocifisso per la sua amata, la Chiesa (Efesini, 5:21-33).

La pornografia ostacola questa chiamata. Invece di negare se stesso per il bene della donna, l’uomo, attraverso la pornografia, nega alla donna la sua dignità per soddisfare la propria lussuria. In sostanza, la pornografia è un rifiuto della nostra chiamata ad amare come ama Dio. Non c’è da meravigliarsi che coloro che la usano non sono mai soddisfatti. Solo l’amore dà soddisfazione. Un terapeuta matrimoniale ha osservato che «le persone che guardano pornografia si sentono morte dentro e stanno cercando di evitare di rendersi consapevoli di quel dolore. C’è un senso di liberazione che è temporaneo: ecco perché la pornografia è così ripetitiva. Devi rifarlo ancora e ancora.»[1]

Le sue opinioni sono ben comprese da coloro che si sentono intrappolati dal fascino della lussuria. Una persona dipendente dalla pornografia e in via di recupero ha ammesso che vedere la pornografia «porta una delusione intensa, precisamente perché non è quello che sto cercando. È più o meno come una persona affamata che sta fuori la finestra di un ristorante, pensando che verrà servita»[2]

In un certo senso, il fatto che la pornografia permette agli uomini di appagare la loro lussuria senza doversi preoccupare di gravidanze o malattie, è parte del problema. Incoraggia gli uomini a vivere in un mondo in cui la sessualità offre solo piacere senza significato o conseguenze, un mondo in cui «nessuna donna rimane incinta, nessuno si prende una malattia, nessuno mostra sensi di colpa, paure, rimorsi, imbarazzo o sfiducia. Nessuno soffre per l’attività sessuale di altri e gli uomini, come minimo, sono sempre spensierati e senza freni… La priorità di proteggere amorevolmente il proprio compagno è di poca preoccupazione nella pornografia perché non sembra possibile alcun danno»[3].

Vivere in un mondo di fantasia permette ad un ragazzo di scappare dalla realtà e fuggire dalle esigenze dell’amore autentico. Quindi in realtà non lo libera. Lo rende schiavo. In parole povere, la pornografia è la rinuncia dell’amore. Come ha detto lo scrittore Christopher West, «[la pornografia] cerca di favorire precisamente quelle distorsioni dei nostri desideri sessuali contro cui dobbiamo lottare per scoprire l’amore vero»[4].

Per la persona che si abbandona alla pornografia, lo scopo del sesso diventa il soddisfacimento dei “bisogni” erotici, e non una comunicazione di vita e di amore. La pornografia insegna all’uomo a valutare una dona sono in base a quello che lei gli dà invece che in base alla persona che è. Dato che è così concentrato su quello che sta prendendo, non impara a dare.

Alcuni ragazzi si liberano di questi argomenti dicendo, “i ragazzi sono ragazzi”, oppure “sto solo apprezzando la bellezza della femminilità”, oppure “mi piacciono gli articoli delle riviste”. A volte si rendono conto di quanto sono non convincenti questi argomenti e diventano risentiti, dicendo ”vuoi reprimere la sessualità e privare le donne della loro libertà. Non ti fa bene avere un così basso apprezzamento per le donne!”. Questo atteggiamento difensivo è evidente nel modo in cui gli strip club si presentano come “club per gentiluomini” per “intrattenimento per adulti”. Perché mai un uomo sente il bisogno di giustificare il suo comportamento? Un uomo non ha bisogno di annunciare che è un gentiluomo, né gli adulti hanno bisogno di ricordare agli altri che sono maturi. Le azioni parlano da sole.

Eppure, anche quando la mancanza di autocontrollo di uomo lo rende immaturo e il suo comportamento non può essere conciliato con il titolo “gentiluomo”, sente ancora il bisogno di identificarsi con l’autentica virilità. Non importa quanto andiamo a fondo: Cristo ha stampato nel nostro essere la chiamata ad amare come lui ama. Se sbrogliamo le bugie e ci avviciniamo umilmente al Signore con tutte le nostre ferite, lui ci innalzerà e ci renderà veri uomini. Per fare questo, dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di guardare al suo piano per l’uomo e la donna. Quando Gesù ci ha avvertito che chiunque guarda con lussuria una donna commette adulterio con lei nel suo cuore (Matteo, 5:28), ha detto in maniera molto chiara che non è sufficiente evitare le gravidanze o le malattie. Non è sufficiente neanche evitare contatti sessuali impuri; dobbiamo resistere anche a pensieri e sguardi sessuali impuri.

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[1] Estela Welldon, citata in Edward Marriot “Men and Porn”, The Guardian (8 Novembre 2003).

[2] John Paul Day, citato in Edward Marriot “Men and Porn”, The Guardian (8 Novembre 2003).

[3] Richard Wetzel, M.D. Sexual Wisdom (Ann Arbor, Michigan: Proctor Publications, L.L. C., 1998), 72.

[4] Christopher West, Good News About Sex and Marriage (Ann Arbor, Michigan: Servant Publications 2000), 84.

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