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Apologetica con Sant’Ireneo

I primi padri della Chiesa rappresentano risorse indispensabili per l’apologetica cattolica, in quanto aiutano a colmare la distanza tra i nostri tempi e quelli degli apostoli. Non solo ci forniscono prove extra-bibliche della vita e degli insegnamenti di Gesù Cristo, ma ci danno anche una grande quantità di spunti per capire ciò che credevano i primi cristiani e come essi interpretavano le Scritture.

Questo può servire per dimostrare che alcune dottrine caratteristiche dei cattolici venivano credute già dall’inizio. Oggi (28 Giugno) è la festa di un padre della Chiesa che è di particolare aiuto nell’apologetica: Sant’Ireneo.

Ireneo nasce intorno al 125 d.C. a Smirne, in Asia Minore (l’odierna Turchia). Era Vescovo di Lione nelle Gallie. Sia i cattolici che gli Ortodossi orientali lo riconoscono come santo. La sua opera maggiormente conosciuta è Contro le Eresie, in cui confuta gli insegnamenti degli gnostici. Buona parte del suo lavoro è incentrato sulla teologia e per questo è una eccellente risorsa per dimostrare come ciò che credono i cattolici abbia le sue radici nella chiesa primitiva.

Sulla Santa Trinità Qualche setta quasi-cristiana come i Mormoni e i Testimoni di Geova, negano la dottrina della Trinità. Tuttavia questo insegnamento è confermato non solo nei credi primitivi della Chiesa ma anche negli scritti dei primi Cristiani. Sant’Ireneo scrive:

La Chiesa, benché sparsa nel mondo intero, fino ai confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede in un solo Dio, Padre onnipotente, «che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi» (Sal 145,6); e in un solo Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che si è incarnato per la nostra salvezza; e nello Spirito santo, che per mezzo dei profeti ha annunciato le economie, la venuta, la nascita dalla Vergine, la passione, la risurrezione dai morti, l’assunzione al cielo nella carne del diletto Gesù Cristo nostro Signore e il ritorno dal cielo nella gloria del Padre, per «ricapitolare tutte le cose» (Ef 1,10) e risuscitare ogni carne di tutto il genere umano: affinché davanti a Cristo Gesù, Signore nostro, Dio Salvatore e Re, secondo il beneplacito del Padre invisibile, «si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua lo riconosca» (Fil 2,10-11) (Contro le Eresie, 1:10:1)

Sull’autorità della Chiesa Cattolica I vescovi della Chiesa Cattolica sono i successori degli apostoli originari scelti da Gesù Cristo. Sant’Ireneo spiega

«La tradizione degli Apostoli, manifesta in tutto il mondo, può essere riscontrata in ogni Chiesa da coloro che vogliono conoscere la verità. Potremmo qui enumerare i vescovi stabiliti dagli Apostoli e i loro successori fino a noi: essi non insegnarono e non conobbero affatto ciò che costoro [gli gnostici] vanno delirando.» (Contro le Eresie, 3:3:1).

 La Chiesa cattolica insegna anche che Gesù elargì a San Pietro un posto speciale tra gli apostoli in quanto capo della Chiesa, rendendolo primo papa (Matteo 16:18). Ireneo spiega che questa era la Tradizione della Chiesa ai suoi tempi:

«Ma poiché sarebbe troppo lungo enumerare in un volume come questo le successioni di tutte le Chiese, ci limiteremo alla Chiesa più grande e antica, a tutti nota fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo e, indicando la sua tradizione, ricevuta dagli Apostoli e giunta fino a noi attraverso la successione dei suoi vescovi, confondiamo tutti quelli che per compiacenza di sé o vanagloria, per cecità o errore si allontanano dall'unità della Chiesa. Con questa Chiesa infatti, in ragione della sua origine più eccellente (propter potentiorem principalitatem), deve necessariamente accordarsi ogni Chiesa, cioè i fedeli di tutto il mondo, poiché in essa sempre è stata conservata la tradizione apostolica per tutti gli uomini» (Contro le Eresie, 3:3:2).

Sulla Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia La Chiesa cattolica insegna che Gesù è letteralmente presente – corpo, sangue, anima e divinità – nell’Eucaristia. Che anche i primi cristiani insegnavano ciò, è confermato negli scritti di Ireneo:

«[Egli] dichiarò che il calice proveniente dalla creazione è il suo proprio sangue e proclamò che il pane proveniente dalla creazione è il suo proprio corpo, con il quale si fortificano i nostri corpi. Se dunque il calice mescolato e il pane preparato ricevono la parola di Dio e divengono Eucaristia, cioè il sangue e il corpo di Cristo, e, se con essi si fortifica e si consolida la sostanza della nostra carne, come possono dire che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio che è la vita eterna: la carne che si nutre del sangue e del corpo di Cristo ed è sue membra? (Contro le Eresie, 5:2)

Su Maria, la Madre di Dio Maria è la madre di Gesù e Gesù è Dio, dunque i cattolici si riferiscono a Maria come “Madre di Dio”. Molti cristiani fondamentalisti affermano che la Vergine Maria non ha portato Dio nel suo grembo. Invece, affermano, Maria ha portato solo la natura umana di Gesù. Ma questo non è ciò che credevano i primi cristiani. Sant’Ireneo scrive:

«La vergine Maria, essendo obbediente alla sua parola, ricevette dall'angelo la buona novella che avrebbe portato Dio»  (Contro le Eresie, 5:19:1)
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gruppo giovanile di apologetica

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